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O'A.I.R. Charles Lim
CHARLES LIM YI YONG (SG) in collaborazione con: Con il contributo di: un ringraziamento speciale a: |
![]() FRITZ WELCH (USA/UK... 26th May 2012, 21:00 ![]() MANUEL MOTA (PT) 28th May 2012, 21:00 | ||||||||||||||||||
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O'A.I.R. 11 ANTONIO O'CONNELL
STEFAN ROIGK Il 12 ottobre ha avuto inizio la nuova stagione di O’A.I.R. (Artist in Residence); questa undicesima edizione ha come ospiti Antonio O’Connell architetto e artista (MEX) e Stefan Roigk artista e musicista (D). Il 26 novembre vengono presentati i progetti sviluppati dagli artisti, che resteranno in mostra fino al 19 dicembre 2009 (e solo su sppuntamento sino al 9 gennaio 2010). Questa residenza apre la collaborazione con NABA-Nuova Accademia di Belle Arti Milano, dove Antonio O’Connell è Visiting Professor nel corso MPIII-Interior Design tenuto da Michele Porcu. Open lecture di Stefan Roigk, lunedì 23 novembre h.11.30 c/o NABA via Darwin 20, Milano, aula 83 ed.Bianco. Antonio O’Connell (1974) è artista e architetto, vive e lavora a Città del Messico. Il lavoro di O’Connell, trova applicazione attraverso interventi monumentali in spazi pubblici e costruzioni abitabili, realizzate con materiali di recupero o riciclo. Per l’artista l\'architettura ha senso all\'interno di noi stessi pittosto che nei materiali che la costituiscono e l\'arte in questo senso, apre finestre per una visione diversa da ciÚ che la realt‡ mostra. Lo spazio espositivo di O’, diventa simulazione di uno spazio senza regole -nei termini di non avere un programma premeditato- una finestra che lascia intravedere una o pi˘ città invisibili. Metafora di città per-di tutti e che si trova nel nostro animo come esperienza e desiderio. Da queste riflessioni sul senso e il significato di arte e architettura nasce il lavoro ‘Hidden Garden’. E’ possibile scaricare dal sito la versione integrale in inglese (e un estratto in italiano) del testo del progetto a cui O’Connell ha lavorato nel corso della sua permanenza. Stefan Roigk (1974) è artista e musicista, vive e lavora a Berlino. Il lavoro di Roigk si muove sui confini tra suono astratto, collage, installazione e disegno; Il suo fare artistico prevede la combinazione di diversi media per un’unica composizione. Il suono contraddistingue lo spazio con un suo segno incomprensibile ed ornamentale, insieme a strutture abbozzate, schizzi ed altri materiali tridimensionali. Mentre gli oggetti non subiscono modifiche temporali è il gesto sonoro a completare l’ambiente con movimenti, coloriture e temperature sottili. Con caratteristiche quali forma, colore, superficie, volume, durata ed altre variabili, ciascun elemento va a costituirsi egualmente parte di una composizione. In ‘campINK’ queste strutture e materiali diversi crescono insieme in un’astratta piéce teatrale. Campeggio. Opera. fiction. frammenti di vecchi nastri e cassette di Strauss. edifici. scatole di cartone. piante. linee. confini. Involucri e materiali da imballaggio. Tutti a costruire un pezzo di scenografia per un sounddrama umano, in un loop continuo. ![]() O'A.I.R. 10 - ALLE 7 DEL MATTINO IL MONDO E' ANCORA IN ORDINE ARIEL SCHLESINGER ESTHER MATHIS ANDRES GALEANO e MATTEO GUIDI O’ A.I.R. 10 Artisti In Residenza Lo scorso 20 aprile 2009 ha avuto inizio la residenza che chiude la stagione di O’; questo decimo programma ospita quattro artisti, Ariel Schlesinger (IL/D), Esther Mathis (CH/I), Andrés Galeano (ES/D) & Matteo Guidi (I), questi ultimi impegnati in un progetto comune. alle 7 del mattino il mondo è ancora in ordine presenta, il 16 giugno alle ore 19.00 i progetti sviluppati dagli artisti nel corso della loro permanenza; la mostra prosegue sino al 4 luglio 2009 . Esther Mathis (Zurigo 1985) vive e lavora a Milano Da lontano le fotografie sembrano essere coperte da un rumore di fondo che si comprime in un punto. Questo rumore visivo evoca reazioni contraddittorie come desiderio e paura; l\'osservatore si sente attratto e respinto nello stesso tempo. Ma avvicinandosi si può riconoscere che i puntini neri o bianchi, che coprono quasi tutta la superficie della foto, sono altro da ciò che si aspetterebbe. Esther Mathis offre un mondo con rumori non-esistenti, dove sta per accadere qualcosa, come se ogni singolo punto in queste fotografie avesse la potenzialità di essere testimone di una cosa sconosciuta. Ariel Schlesinger (Gerusalemme 1980) vive e lavora a Berlino Una macchina vuota parcheggiata. Uno sguardo ravvicinato permette di osservare che alcune bombole di gas giacciono sui sedili. Solo dopo aver camminato attorno all’auto si scoprirà un piccolo foro in uno dei finestrini e il gas che filtra dalla fessura brucia con una piccola fiamma. L’auto si trova in un fragile stato di precarietà e allo stesso tempo all\'interno della vettura l’ambiente resta calmo e tranquillo. Andrés Galeano (Matarò 1980, vive e lavora tra Berlino e Bracellona) e Matteo Guidi (Cesena 1978, vive e lavora a Bologna) Il progetto origina da ricerche svolte attorno al mondo della finanza e in particolare al Palazzo della Borsa Italiana a Milano. Gli artisti si sono introdotti nel complesso sistema che ruota attorno alla figura del manager; facendo ricorso agli esperti che lui stesso interroga. Come molti di questi uomini fanno, Guidi e Galeano si sono dotati una propria uniforme e si sono affidati alla guida di un personal coach e di un’astrologa per ottenere una risposta alla domanda che si sono posti fin dal principio: come si determina il valore delle azioni? L la partecipazione di Esther Mathis è parte di un progetto pluriennale dedicato alla fotografia, nato in collaborazione con Silvio Wolf e Angelo Colombo/L.A.B. grazie al contributo dell’Istituto Svizzero di Roma, e al patrocinio di Istituto Cervantes di Milano Il lavoro di Andrés Galeano e Matteo Guidi si è reso possibile grazie alla preziosa collaborazione di Livio Sgarbi, Master Trainer e Personal Coach; Maddalena Magliano, Astrologa; Diana Ortega, Fashion Designer; Alice Daneluzzo, Artista, aiuto editing e documentazione fotografica; Francesco Narracci, Art Director de Il Sole 24ore. ![]() O'A.I.R. 09 - IL DISSENSO LIZ GLYNN
BEATRICE MINDA GAIA PASI Il dissenso, sottolinea una difficoltà trascurata e sottovalutata di relazione tra luoghi e persone, aspettative e delusioni, tempi e spazi; registra più che mai la permanenza e l\'assenza e il tentativo di oltrepassare delle soglie. Apre al pubblico il 12 marzo presentando ricerche e percorsi intrapresi dalle tre ospiti nel corso del loro soggiorno milanese. Liz Glynn (Boston, USA 1981, vive e lavora a Los Angeles) presenta una serie di installazioni‘Material Histories\' , che ripercorrono momenti di storia italiana antica e moderna attraverso i diversi materiali. Interessandosi continuamente di come restauro e ristrutturazione riflettano l\'evolversi dei valori culturali, Liz ha esplorato i cantieri della Stazione Centrale di Milano e le delicate condizioni degli Scavi di Ercolano. Il lavoro che ne scaturisce utilizza materiali scultorei tradizionali come marmo e gesso accostati ad una materia più organica e ad azioni performantive per creare nuove allegorie a proposito dell\'azione umana ed il suo potenziale impatto. Beatrice Minda (Monaco 1968 vive e lavora a Berlino) mostra alcune immagini della Romania, rispondendo in questo modo al clima che ha respirato in Italia nel corso della sua permanenza. Un clima ostile nei confronti degli ‘stranieri\' e in particolare dei rumeni.\"getting used to reality\" mostra fotografie di architettura e immagini del verde urbano. Si tratta di osservazioni e appunti dell\'artista che visita una città rumena in piena fase di trasformazione. E\' una città rappresentata nella sua quotidianità. Immagini che in fondo non sono così diverse da quelle di altre città europee, anche per il simile processo di trasformazione che attraversano. Potrebbe essere uno spunto per riflettere su quanto hanno in comune gli abitanti di queste cittè Gaia Pasi (Firenze 1976, vive e lavora tra Siena e Firenze) raccoglie pensieri, idee e intuizioni in forme diverse e li rende accessibili in ‘My diary: via Asti 5 Milano\' . Si tratta di una selezione di materiali audio montati ed estrapolati da riflessioni personali, film o letture provenienti dal teatro, poesia, politica, storia contemporanea e quella dell\'arte. Questi materiali audio in diffusione insieme a sagome di cartone, appunti e immagini ridisegnano la casa milanese di Gaia e documentano ambizioni, ricerche, dubbi, progetti, luoghi, incontri e persone che vi si sono avvicendati. Le artiste Liz Glynn , Beatrice Minda e la curatrice Gaia Pasi , sono ospiti dal 10 gennaio 2009 del nono programma O\'A.I.R. La residenza ha durata di circa 2 mesi e si svolge nella sede di O\' idealmente un contenitore di esperienze, dove vengono messi a disposizione spazio, tempo e risorse per sostenere tutto il processo creativo. I partecipanti sono selezionati attraverso un bando su http://www.o-artoteca.org e su invito. ![]() O'A.I.R. 08 - L'INFINITO TURBOLENTO JUDITH EGGER RAMUNTCHO MATTA ROBERT CURGENVEN La residenza, aperta ad artisti e teorici ha durata di circa 2 mesi e si svolge a Milano nella sede di O’ idealmente un contenitore di esperienze, dove vengono messi a disposizione spazio, tempo e risorse per sostenere tutto il processo creativo. I partecipanti sono selezionati attraverso un bando di partecipazione scaricabile dall sito www.o-artoteca.org e tramite invito. L’INFINITO TURBOLENTO, appuntamento di presentazione che avvia la nuova stagione di Residenze apre al pubblico il 27 novembre presentando le ricerche ed i progetti sviluppati dai tre ospiti nel corso della loro permanenza milanese. Nella serata del 27 verrano presentate le performances di Judith Egger e Ramuntcho Matta. Il 9 dicembre Ramuntcho Matta insieme a Viviana Gravano e Steve Piccolo ci condurrà attraverso un happening d’immersione nel mondo di Gordon Matta-Clark negli anni newyorkesi tra il 1975-1978 con video, documenti, suoni, racconti e materiale inedito. Chiude gli appuntamenti extra dedicati agli artisti in residenza, Robert Curgenven in concerto il 12 dicembre. JUDITH EGGER (Germania 1973, vive e lavora a Monaco) Anthropoligical Museum display Onions, flamingos, mushrooms and the apparition of the woman of knowledge. l’installazione e la performance di Judith, prendono spunto da una visita dell’artista al famoso Museo Antropologico di Mexico D.F., ma soprattutto dalla vita di Marìa Sabina (1888 – 23 nov.1985) una Mazatec e donna della medicina, che visse l’intera sua vita in un umile dimora nel sud del Messico; le sue pratiche si basavano sull’utilizzo di diverse specie di funghi nativi psilocybe. Lo (pseudo) Museo Antropologico ricreato da Judith, mostra gli abiti sciamanici provenienti da una sconosciuta tribù indigena. Esposti, si vedranno il vestito della donna sciamana ed il copricapo di uno stregone (Flamingo Mask) e vari oggetti ritualistici connessi al culto del fungo praticato dalla tribù, che rappresentano la profonda connessione con le forze della Natura. La sera della presentazione l’Onion Costume, verrà indossato; la sua forma a cipolla in diversi strati sovrapposti sarà, in un lento rituale musicato, via via svelata rivelando - in un’apparizione di pochi istanti- una figura mitica (una buona dose di umorismo e autoironia sono parte delle investigazioni condotte dell’artista). RAMUNTCHO MATTA (Francia 1960 vive e lavora a Parigi) I love suprises. Il mio pensierino d inizio era: esiste una filosphia italiana oggi? e come renderla visiva? per filosophia intendo piu un modo di vivere e di essere al mondo. Mi sono svegliato una matina chiedendomi quale fosse la mia parola preferita in italiano. Questa parola è \"condividere\". condividere una situatione e delle percezioni, sviluppare la propria inspiratione senza \"mangiare\" quela degli altri, optimizare les creazioni.... Mi ha sempre intrigato la fotografia dunque mi sono detto; \"picolo ramuntcho, per te cosa è la fotografia?\" una parte del lavoro è proprio questo. mi approprio di quello che c’è e condivido la mia curiosità. Propongo un’arte che è gia lì, ma non basta guardarla per vederla, ha bisogno di un occhio un po’ curioso...Voglio permettere alle persone di vedere con i miei occhi....mi piace rendere la vita una goduria permanente. Insomma, questo lavoro è un diario diurno. per resumere: non so sempre quel che faccio e lo faccio lo stesso / in un citta dove nessuno prende il tempo / offro una passegiata nel mio tempo libero ROBERT CURGENVEN (New South Wales, Australia 1974, vive e lavora tra Berlino e Milano) Rebirth of Tragedy presenta un movimento per un’ontologia di momenti inseparabili, risonanze di contraddizioni non riprodotte e nemmeno risolte, una distillazione sonora da luoghi interni e dentro-fuori. Robert Curgenven lavora con armonici e textures articolati non solamente attraverso strumenti/oggetti in spazi e luoghi ma anche attraverso una dimensione temporale e dislocazioni remote. Da un percorso di musica e filosofia iniziato in città, poi seguito da una lunga esperienza di vita e lavoro nelle zone tropicali e desertiche dell’Australia, sino alle città di tutta Europa, il suono di Robert esplora le strutture instabili nelle trame della percezione. Lavorando con intenti anolghi in una varietà di contesti che spaziano dal puro filed recording a registrazioni strumentali e risonanze armoniche, dà forma a relazioni attraverso il suono. il suo lavoro intreccia lo schiudersi di una complessa bellezza e la brutalità della natura in tutte le sue forme. ![]() O'A.I.R. 07 - MURMUR&BLABLA LINE BRUNTSE HELDI PELMA MARIA PAOLA MOSCA E\' iniziato il settimo programma di residenza O’A.I.R. che ospita gli artisti Heldi Pema (AL) e Line Bruntse (DK/USA) e la curatrice Maria Paola Mosca (I). La residenza, aperta ad artisti e teorici ha durata di circa 2 mesi e si svolge a Milano nella sede di O’, idealmente un contenitore di esperienze, dove vengono messi a disposizione spazio, tempo e risorse per sostenere tutto il processo creativo. I partecipanti sono selezionati attraverso un bando di partecipazione scaricabile sul sito www.o-artoteca.org e tramite invito. murmur&blabla, l’appuntamento che conclude questo settimo programma di residenza, aprirà al pubblico il 19 giugno presentando le ricerche ed i progetti sviluppati dai tre ospiti nel corso della loro permanenza milanese. Appuntamenti extra sono previsti lungo la durata della mostra. Heldi Pema è il vincitore del premio Artist In Residence per l’edizione Onufri Prize 2007. Vive e lavora a Tirana dove da molti anni si concentra sulle conseguenze e le trasformazioni sociali determinate dalle espansioni urbane. A Milano svolge gran parte del suo lavoro all’esterno, spesso al cimitero Monumentale e in altri luoghi vicini al quartiere Isola, sviluppando una riflessione territoriale osservando la città anche da un punto di vista architettonico. La fotografia è uno dei medium prescelti dall’artista per mostrare i processi di trasformazione con estrema immediatezza, ironia e cinismo insieme, anche se la sua ricerca artistica si traduce in una produzione diversificata che spazia tra pittura, produzioni video e installazioni. Line Bruntse, vive e lavora negli Stati Uniti, realizza sculture ed installazioni che suggeriscono una complessa esperienza percettiva. Line si è concentrata nella realizzazione di un’installazione site- specific (nata dal disegno, passaggio primario di tutta la sua produzione) dal momento che il suo lavoro influenza e si lascia influenzare dall’ambiente che lo accoglie. Nel tentativo di trovare una propria posizione a Milano, la sua ricerca si è trasformata in esplorazione della fugace qualità dell\'ombra come prova d’esistenza, considerando che un’ombra non esiste quando scompare la sua fonte. Maria Paola Mosca, è giornalista pubblicista dal 2001 e collabora regolarmente con Arte e Critica e Juliet. Ritrovandosi a vivere l’esperienza della residenza divisa tra due città (Roma e Milano) ha trovato nella Rete lo strumento per trasformare difficoltà e limiti in opportunità. Sempre più interessata allo sviluppo delle tecniche di comunicazione, diffusione e scambio basato su internet ha sviluppato per O’A.I.R. il progetto moscablu.wordpress.com, attraverso cui si rende virtualmente presente, sempre in contatto con i due artisti e con quanti seguono l’iniziativa. Attraverso il blog, ha l’occasione di riflettere in modo trasparente e spontaneo e di vivere apertamente il suo contributo che segue il divenire della residenza. ![]() O'A.I.R. 06 - DEE ZEE BEEE PETER BRANDLMAYR
NIKA RADIC CLAUDIO SINATTI DEE ZEE BEEE ospita gli artisti Peter Brandlmayr (A), Nika Radic (HR/A) e Claudio Sinatti (I) che il 19 febbraio 2008 presentano al pubblico le ricerche ed i progetti sviluppati nel corso della loro Residenza iniziata il 10 gennaio. Il lavoro realizzato da Nika Radic durante la residenza, continua e sviluppa il suo precedente interesse nella comunicazione e verso ciò che è comune a qualsiasi persona entri in galleria. “Other’s people space” è una costruzione dentro cui è possibile camminare. L’artista gioca con la prospettiva, offre scorci in uno spazio illusorio e trasforma lo spettatore in un inconsapevole voyeur. Nika Radic’s work at O’ A.I.R. continues her previous interest in communication and what is common to any given person entering the gallery. A new work is created for the space of O’. ‘Other’s people space’ it is a construction that offers a possibility to walk through. The work plays with perspective, offers glimpses into illusionist space and turns the visitors into voyeurs, even if they thought it’s not what they were. Dal 2002 Peter Bradlmayr conduce un progetto sulla vita e sul lavoro dell’artista C.I.Brom (1931-1997), vissuto a Milano per un periodo della sua vita. Brandlmayr ha trascorso il periodo in Residenza alla ricerca delle tracce lasciate dall’artista a Milano, mettendo in luce la relazione di Brom con la città. Le scoperte elative a questa ‘indagine archeologica’ vengono presentate al pubblico per la prima volta, raccolte nella complessa installazione ‘Ricordando Milano’ Since 2002 Peter Bradlmayr is conducting a project on the life and work of the artist C.I. Brom (1931-1997), who lived in Milan some times in his life. Therefore, Brandlmayr has recently spent his residency period in the city looking for Brom’s traces, in order to discover his relationships within this town. The findings of this archeological activity are now being presented for the first time to the public, into complex installation ‘Ricordando Milano’. Claudio Sinatti “Il gufo ed il pussycat sono andati al mare in una barca bella di verde dei piselli. Hanno preso un certo miele ed abbondanza di soldi. Il gufo osservato fino alle stelle qui sopra ed ha cantato ad un piccolo guitar: o pussy dello il mio amore, ché pussy bello siete, siete! Il pussy ha detto al gufo: Voi gallinacei eleganti, quanto charmingly il dolce voi canta. ma che cosa fare per un anello? Hanno navigato via per un anno e un giorno alla terra in cui il Bongtree si sviluppa. E là in un legno un Piggywig si è levato in piedi con un anello all\'estremità del suo naso, il suo naso, il suo naso. Con un anello all\'estremità del suo naso. Caro Pig, siete disposti a vendere per uno scellino il vostro anello? Ha detto il piggy. Così sono stati sposati il giorno seguente dal tacchino che vive sulla collina. Hanno pranzato sopra tritano a fette della cotogna che hanno mangiato con un cucchiaio runcible e congiuntamente sul bordo della sabbia che hanno ballato dalla l uce della luna, la luna, la luna. Hanno ballato dalla luce della luna.” (liberamente - automanticamente tradotto da’ The Howl and the Pussycat) |
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